Ricordo di Luigi Sarzano

Sul numero del 6 agosto 1949 del settimanale “La Gazzetta del Monferrato”, titolo attribuito, in epoca di epurazione, al più noto “Il Monferrato”, leggiamo una notizia proveniente da Moncalvo.
La proponiamo integralmente.

“Una strabiliante notizia per i moncalvesi amanti della cultura letteraria: Moncalvo ha il suo poeta. Proprio così! Noi possiamo per primi dare questa notizia perché abbiamo qui sul nostro tavolo di lavoro il volume che gentilmente l’amico nostro ha voluto offrirci quale primizia con dedica autografa: Eterni tempi di Luigi Sarzano, che per la Casa Editrice R. Gerli di Torino, la tipografia Salvetti ha finito di stampare il 28 giugno scorso. Non è forse una bella sorpresa? Chi non conosce Gigi Sarzano? Tutti. Ma vi è qualcuno che prima di oggi sapeva che egli fosse poeta?
L’arcano però viene ora scoperto da quanto l’editore, nella presentazione ai lettori, scrive di Lui e che noi, nel credere di far cosa gradita ai suoi numerosi amici, riportiamo su queste colonne.
Luigi Sarzano è nato a Moncalvo Monf. il 15 novembre 1927. Finora quasi ignoto al mondo delle lettere. E tale ha voluto restare fino a quando non si è convinto di aver raggiunta quella maturità umana e artistica necessaria a far considerare il suo debutto non come un primo tentativo, ma come una prima affermazione.
Eterni tempi è un complesso di liriche frazionato in quattro parti: primaverili, canicolari, autunnali, invernali. Poiché anche la vita dell’uomo ha le sue quattro stagioni, che sono appunto gli eterni tempi, il poeta con una maestria tutta sua, fatta di scatti lirici, ritma le gioie e le amarezze che in tali tempi si sviluppano nell’animo umano. Oltre a questo ciclo lirico sono dello stesso autore altre opere inedite: L’errante, Vittime, La piccola casa.
Mentre scriviamo queste note, Gigi Sarzano sta laureandosi in Giurisprudenza presso l’Università di Torino. E sia come tu scrivi caro Gigi: «Alte lontananze mi aspettano… A sfiorarmi intravedo ghirlande d’alloro!…». Alte mete, ghirlande d’alloro, eccoti il nostro augurio.”

Luigi Sarzano nel 1962

Si tratta dell’annuncio dell’opera prima di un moncalvese del secolo scorso che ha illustrato Moncalvo nel mondo delle lettere e della drammaturgia: Luigi, detto Gigi, Sarzano.
Era nato, come detto nell’articolo, il 15 novembre 1927 dal geometra Felice e da Giuseppina Redoglia. Il padre, richiamato in guerra con il gradi di centurione (capitano) della MVSN, morì in combattimento a Borova, sul fronte greco, il 19 aprile 1941. Al suo nome sarebbero state intitolate del scuole elementari del suo paese.
Luigi si diploma al liceo classico di Casale, poi passa a Torino dove studia Legge, laureandosi nel 1949. Lavorò dapprima all’USIS Torino, per passare poi ad altri impieghi (Ente Moda, Fiat Ricambi).
Contestualmente però sviluppò il proprio amore per la poesia e soprattutto per la commediografia.
Già nel 1944 aveva scritto una tragedia, poi sarà la volta di Eterni tempi e, nel 1960, di Farsi uomo, con cui vince il Premio Opera prima Chianciano.
Va ricordato però che banco di prova delle capacità letterarie di Luigi Sarzano fu il periodico “La Rotonda di Moncalvo”, nato nel clima fervido dell’immediato dopoguerra e purtroppo defunto dopo il quarto numero.
Molto ricca è la produzione teatrale: ricordiamo in particolare Il re dagli occhi di conchiglia, apparsa sulla rivista “Il Dramma” nel 1962 e rappresentata lo stesso anno al Piccolo Teatro di Milano. Si tratta di un’opera di avanguardia, che tratta di un argomento allora attuale: la decolonizzazione del continente africano e la lotta per l’indipendenza delle nuove realtà socio-politiche.

Luigi Sarzano nel 1947, alla festa della leva 1927

Negli anni successivi parecchie sue opere saranno messe in scena dal Teatro delle Dieci a cura di un altro moncalvese illustre (sebbene di adozione): Massimo Scaglione.
Noi lo ricordiamo nel 1998 a corredare con brevi ma intense didascalie le tempere di Mario Pavese nel volume “Monferrato ieri”, presentato nel teatro comunale di Moncalvo il 12 dicembre di quell’anno. Ci inviò anche una sua poesia dedicata al periodico “Pagine Moncalvesi” che in quegli anni si pubblicava a cura della Biblioteca civica.
Luigi Sarzano, che nel 1953 aveva sposato Anna Prato, morirà due anni dopo, il 6 gennaio 2000 a Torino.

Alessandro Allemano

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